Cinemorfina, per drogati di cinema

Screamers – Urla dallo spazio


 
SCREAMERS – URLA DALLO SPAZIO
(Screamers )

di Leonardo Biagiola

Regia: Christian Duguay
Produzione, anno: USA , 1995
Genere: Fantascienza
Durata: 107 ‘
Cast: Peter Weller, Roy Dupois, Andy Lauer, Jennifer Rubin
Voto:

Una buona idea sprecata. L’idea è di Philip K. Dick, uno dei massimi autori di fantascienza, ed a sprecarla è il regista Christian Duguay, già noto al grande pubblico per aver realizzato i seguiti del famoso film Scanners di David Cronenberg.
Siamo nell’anno 2078 e le vicende sono ambientate in un pianeta di nome Sirio 6B. Dilaniato da una ventennale guerra che vede contrapporsi il N.E.B. (Nuovo Blocco Economico), corporazione che controlla l’estrazione dei minerali in tutti i sistemi conosciuti, e l’Alleanza, federazione di minatori e scienziati, il pianeta è ormai ridotto ad uno spettrale e arido deserto, disseminato di rovine fatiscenti e fortemente contaminato dalle radiazioni. Motivo di discordia è il berynium, prezioso minerale utilizzato dall’uomo come principale fonte energetica. Rinchiusi in decadenti bunker, gli ultimi sopravvissuti dell’Alleanza fronteggiano l’avamposto nemico con una nuova arma introdotta solo pochi anni innanzi: gli Screamers, letali macchine da combattimento in grado di auto-riprodursi ed attaccare ogni organismo vivente movendosi velocemente sotto il terreno. Cosa sono esattamente gli Screamers e fino a che punto si sono evoluti nessuno lo sa…purtroppo.
Basato sul racconto Second Variety scritto da Philip K. Dick nel 1953, il film ha introdotto alcune modifiche alla storia originale, rendendola “politicamente” meno incisiva. L’apocalittica guerra nucleare (nel racconto) tra Russia e America, con gran parte della Terra spazzata via dalle cartine geografiche, viene qui riproposta su un altro pianeta, in una forma più fantascientifica, meno credibile e pertanto meno inquietante. O meno stimolante se vogliamo. La storia del film, un po’ posticcia ed un po’ laconica, dà proprio l’impressione di essere stata costruita “a tavolino”, attorno ad una valida idea originale. Ci sono più personaggi, più azione, più colpi di scena ed una discreta quantità di stereotipi…insomma, un vero assetto da B-movie. Dopotutto basta vedere la scena finale per rendersi conto di cosa abbiamo davanti. Sul fatto poi che delle macchine costruite con un certo scopo siano improvvisamente in grado di amare è meglio sorvolare.
Recitazione nella media, con Peter Weller (Robocop) che fa da protagonista principale ed il resto del cast che gli va dietro senza troppa convinzione, se si esclude il personaggio di Roy Dupuis (Becker), sicuramente il più riuscito. Discrete invece le ambientazioni esterne, a tratti molto inquietanti nel caratterizzare un futuro post-atomico e regredito. Peccato sia stato dato loro poco spazio. Spartani, invece, gli effetti speciali: meglio affidarsi alla propria immaginazione.
Screamers è un film che può anche piacere in quanto parte da un ottimo spunto narrativo ed offre un’atmosfera cupa ed avvolgente. Ma è anche un prodotto che, dopo una buona partenza, perde charme pian piano, divenendo scialbo e non privo di una certa superficialità.

 
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