Cinemorfina, per drogati di cinema

Soul Survivors – Altre vite


 
SOUL SURVIVORS – ALTRE VITE
(Soul Survivors )

di Luciana Morelli

Regia: Stephen Carpenter
Produzione, anno: Usa , 2001
Genere: Teen-horror
Durata: 84 ‘
Cast: Melissa Sagemiller, Wes Bentley, Casey Affleck, Luke Wilson, Eliza Dushku
Voto:

Sean e Matt stanno per partire per l’università e per la loro ultima notte in città decidono di osare un po’ più del solito e portare le loro fidanzate Cassandra ed Annabel ad un rave party in una chiesa gotica sconsacrata adibita a club. La banda che controlla il locale (della quale fa parte anche un misterioso individuo con una curiosa maschera) prende di mira la bella Cassy che, infastidita dalle molestie, convince i suoi amici a lasciare la festa. Mentre Sean va a recuperare Annabel, Cassy e Matt, rimasti soli, si baciano in preda ad uno slancio d’affetto in memoria della loro storia d’amore ormai finita. Sean si accorge di tutto e (come era prevedibile) il bacio incriminato lo manda su tutte le furie. Un po’ per la pioggia, un po’ per il nervosismo ed i sensi di colpa, Cassy perde il controllo dell’auto ed i quattro ragazzi restano vittime di un pauroso incidente in cui Sean perderà la vita.
Qui ha inizio il drammatico viaggio di Cassandra che, divorata dai rimorsi, si perde tra sogno e realtà aggirandosi senza meta tra i vivi e i morti continuamente vittima di terribili allucinazioni, perseguitata da un improbabile quanto inconsistente uomo mascherato, ma soprattutto dalle continue apparizioni di Sean che con patetici richiami d’amore cercherà di guidarla (dall’aldilà?!?) verso la salvezza. Tutto questo fino a quando padre Jude (Giuda mi è sembrato un nome alquanto grottesco per un sacerdote, interpretato da un affascinante Luke Wilson, protagonista del recente “I Tenenbaum”) deciderà di aiutarla a trovare una spiegazione a tutte le sue frustrazioni.
Soldi che potevano sicuramente essere impiegati meglio quelli spesi per il suo cachet visto che del prete, francamente, ha ben poco. Piuttosto insignificante l’interpretazione di Melissa Sagemiller (Cassandra), che per tutta la durata del film ha praticamente la stessa espressione di sgomento stampata in volto; sprecati a mio avviso anche i talenti di due promettenti attori come Wes Bentley (l’affascinante Ricky di “American Beauty”) e Casey Affleck (fratello del famosissimo Ben già protagonista di “In cerca di Amy“, “Ocean’s Eleven” e “Will Hunting-Genio ribelle“).
Dai produttori di “So cos’hai fatto” (I knew what you did last summer), del sequel “Incubo finale” e del delizioso “Urban legend“, arriva questo flop dalla trama banale, dalle esecuzioni prevedibili e dalla totale assenza di scene in grado di far sobbalzare lo spettatore dalla poltrona. Un teen-horror edulcorato all’eccesso; provate ad immaginare una puntata di Dawson’s Creek (perfino i nomi dei personaggi sono simili, incredibile!!) travestita da ghost-story. Colpo di scena (sconvolgente?!?!?) come ciliegina sulla torta (piuttosto insipida direi) a concludere, grazie al cielo, questa noiosa ennesima dimostrazione di mediocrità dell’horror moderno, incapace di reggere il confronto con i capolavori del passato. A proposito di capolavori, ne approfitto per dissolvere qualsiasi dubbio su eventuali parentele di sorta tra il regista e sceneggiatore di questo film, Stephen Carpenter, ed il “supremo” John. I due non hanno nè relazioni familiari nè tantomeno relazioni professionali ed il motivo è palese, sopratutto dopo aver visto “Soul Survivors“. A buon intenditor poche parole.

 
Stop frame: La scena più significativa su cui la mia attenzione si è soffermata è stata quella in cui compare sullo schermo la scritta “FINE PRIMO TEMPO”.

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