Cinemorfina, per drogati di cinema

THE EYE


 
THE EYE
(Jian Gui)

Regia: Oxide e Danny Pang
Produzione, anno: Gran Bretagna/Hong Kong/ Tailandia/Singapore, 2002
Genere: Horror/Drammatico
Durata: 98′
Cast: Lee Sin-Jie, Laurence Chow
Voto: Apri la legenda

Mann, una ragazza cieca dall’età di due anni, deve subire un trapianto di cornee che le consentirebbe di recuperare la vista. L’operazione ha successo, ma Mann comincia a percepire la realtà in modo strano e diverso…

L’horror hongkonghese THE EYE, per la regia dei fratelli Oxide e Danny Pang, è stato uno dei più grandi successi della scorsa stagione cinematografica cinese (tanto che della pellicola sono stati già annunciati un sequel, e il solito remake hollywoodiano). Se la storia del film (sceneggiato dagli stessi Pang e Jojo Hui Yuet Chuen) risulta assai interessante e affascinante (e non, come qualcuno ha detto, simile a quella del SESTO SENSO solo perché entrambi si rifanno ad una “teoria” dell’occulto vecchia quanto il mondo secondo la quale gli spiriti dei defunti trapassati per morte violenta si aggirerebbero ancora nella dimensione dei vivi alla ricerca di quella pace eterna che non hanno ricevuto), lo stesso non si può dire della regia, che purtroppo risulta il più delle volte inadeguata allo scopo.

Quest’ultima, tecnicamente molto curata dal punto di vista audio (bella la colonna sonora firmata OMAGE MUSIC) e video (i Pang provengono dal mondo del videoclip), riesce a creare il più delle volte la giusta suspance e atmosfera nelle parti horror (vedi la sequenza dell’ascensore per esempio); ma, al contrario, appare un po’ pedestre e tirata via in quasi tutte quelle di raccordo. Anche l’epilogo risulta un po’ fiacco e affrettato e l’apocalittica scena finale, benché tecnicamente ineccepibile (ottimi gli effetti speciali della CENTRO DIGITAL PICTURES LTD, gli stessi di SHAOLIN SOCCER), poteva essere evitata, poiché di dubbio gusto.

Alla fine del film quindi sorgono spontanee delle domande: “Come sarebbe risultato THE EYE se si fossero meglio approfonditi certi punti e l’avesse diretto qualcun’altro?”, oppure: “Perché oramai al cinema si vedono solo horror così, così?”…le risposte purtroppo in questi casi non sono altrettanto spontanee e si rimane con l’amaro in bocca.

02/06/2003

 

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