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The Million Dollar Hotel

 


THE MILLION DOLLAR HOTEL

di Luca Cerquatelli

Regia: Wim Wenders
Produzione, anno: Usa/Gran Bretagna/Germania, 2000
Genere: Drammatico
Durata: 122′
Cast: Jeremy Davies, Mel Gibson, Milla Jovovich
Voto:

Una breve rincorsa su un tetto, un salto, e poi un film che sembra svilupparsi proprio nell’arco di un interminabile volo verso il basso, verso la morte… ma pur sempre un volo.
Così inizia la storia di “The Million Dollar Hotel” diretto dal grande regista tedesco Wim Wenders, (“Paris, Texas”, “Fino alla fine del mondo”, “Buena Vista social club”) che mai come in questa pellicola riesce a mostrarci il suo talento per quel “cinema d’immagine” che lo contraddistingue.
Tutto si svolge all’interno di un fatiscente albergo, il Million Dollar, situato in una Los Angeles dalle molte facce, che sarà teatro di un misterioso omicidio attorno al quale si incroceranno le strade di persone diverse ma accomunate da un tragico destino comune.
Devo dire che questo film mi ha colpito.  Una trama intrigata che basta appena a condurre una serie di riuscitissimi personaggi al limite del reale (indimendicabile il detective Skinner interpretato da un inedito Mel Gibson) che a loro volta servono quasi da pretesto per quello che risulta essere il fine ultimo del film: filmare l’invisibile.  Un nobile e grande proposito (riuscito in pieno) che sicuramente è sfuggito al folto pubblico della critica, sempre più abituato a masticare pellicole standardizzate e facilmente assimilabili.
Un’opera che definieri “subliminale”, dove il continum temporale è stravolto insieme al senso generale della storia per lasciare spazio alle immagini, perfino a quelle sfuocate in secondo piano. Ecco allora che gli attori, veramente bravi (la Jovovich dimostra di non essere soltanto una “bellissima di talento”), figurano qui come “nature morte”, per lasciare spazio ad un cinema primario fatto solamente di immagini e colori, dove quello che succede non è importante come ciò che si vede. Smettete di pensare, lasciatevi penetrare da questo film che vuole unicamente il vostro inconscio come spettatore.

Stop frame: Troppi particolari per isolarne uno. Da cineteca è sicuramente la scena che vede Skinner (Mel Gibson) alle prese col suo “passato da circo”.

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