Cinemorfina, per drogati di cinema

The others


 
THE OTHERS
(Los otros )

di Margherita Ventura

Regia: Alejandro Amenabar
Produzione, anno: Francia/Spanga/Usa , 2001
Genere: Thriller
Durata: 95′
Cast: Nicole Kidman, Cristopher Eccleston, Fionnula Flanagan
Voto:

1945. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) trascorre la sua vita in un’immensa tenuta sull’isola di Jersey, con i suoi due bambini, affetti da una grave malattia che impedisce loro di esporsi alla luce del sole. E’ la madre, sola, ad occuparsi costantemente ed ossessivamente di loro: la luce nell’abitazione viene maniacalmente controllata attraverso l’apertura e la chiusura di porte e tende. Nessuna porta in questa casa deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa: così Grace-Nicole istruisce i nuovi domestici, appena giunti all’abitazione, sulle regole base da rispettare per la salvaguardia dei suoi figli. Il silenzio sembra regnare nelle fredde stanze della casa, in cui i bambini ripetono quotidianamente, sotto il rigido sguardo della madre, devota ad una bigotta etica religiosa, frasi della Bibbia. Ma tutto cambia quando, oltre la gelida quiete apparente, strani rumori, strane presenze fanno sospettare l’esistenza di entità soprannaturali celate nell’oscurità dell’abitazione. Chi sono gli intrusi? Chi sono gli altri che tormentano la vita di Grace e dei suoi figli? E dove si nascondono?
Amenabar ci conduce in un mondo fatto di angosce e paure. Casa spettrale, interpreti spettrali. Ha gran classe il nostro regista nel riuscire a creare tensione dal niente, nel riuscire a far leva sui nostri terrori primitivi. E’ l’effetto perturbante, nel senso freudiano del termine, a farla da padrone: un misto di angoscia, spaesamento e panico primordiale. Fondamentalmente avrete paura senza sapere perché e vi chiederete, razionalmente(scusate l’uso eccessivo di avverbi), se ci sia davvero qualcosa da temere. Tranquilli! Amenabar non deluderà le vostre aspettative: i vostri timori avevano una ragione di esistere. Dopo la schockante sequenza di apertura, la macchina da presa esplora la casa e introduce i protagonisti. Già qui sentiamo di non essere molto al sicuro. E’ la stessa Nicole, algida ed impenetrabile, ad ispirarci poca fiducia. La sua calma apparente innervosisce non poco. Inquieta il suo atteggiamento con i figli, così freddo e materno allo stesso tempo. Inquieta tutto ciò che Nicole fa: il suo modo di parlare, la sua camminata rigida. E’ lei a rendere il film praticamente perfetto. Non lamenterete l’assenza di effetti speciali, di gole sgozzate o quanto altro. Basta guardare Nicole per capire quanto orrore possa nascondersi dietro quegli occhi. E la stessa ammette, in un intervista rilasciata a David Gritten, di aver fatto non ben poca fatica ad accettare il ruolo, di essersi trovata a rifiutarlo con tutta se stessa, anima e corpo: “Mi attraeva l’amore ossessivo di Grace per i suoi figli, come la sua vita fosse guidata dal disperato bisogno di proteggerli. Ma quando sono arrivata sul set in Spagna, una settimana prima dell’inizio delle riprese, ho letto e riletto la sceneggiatura e ho realizzato che non volevo farlo! Volevo veramente tirarmi fuori da questo film! Ho persino redatto una lista di attrici che avrebbero potuto interpretare la parte al mio posto. Ogni parte di me, ogni cellula del mio corpo diceva “no”. Non riuscivo a dormire. Ero terrorizzata, ero convinta che i miei figli non me lo avrebbero perdonato. Pensavo di essere sul punto di commettere un peccato. E’ stata la reazione più estrema che abbia mai avuto!” E, se sarete capaci di lasciarvi andare alle suggestioni di Amenabar, anche la vostra reazione sarà estrema( questo film o si odia o si ama). Sul serio, lasciatevi guidare da questa regia, che sa bene come stuzzicare i nostri nervi! Lasciatevi guidare alla scoperta degli intrusi: non verrete delusi!

 
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