Cinemorfina, per drogati di cinema

THE PROTECTOR


 
THE PROTECTOR
(Tom Yun Goong)

Regia: Prachya Pinkaew
Produzione, anno: Tailandia, 2005
Genere: Azione
Durata: 108′
Cast: Tony Jaa, Xing Jing, Damian de Montemas
Voto: Apri la legenda

Dopo lo strepitoso successo mondiale di ONG-BAK, l’astro nascente del cinema action tailandese Tony Jaa scende di nuovo in campo con una nuova, adrenalinica, pellicola che nella formula e nella trama riprende quasi in toto quella della suddetta fatica cinematografica (questa volta il Nostro, al posto della testa del Budda, deve recuperare una coppia di elefanti rapiti dai soliti loschi criminali senza scrupoli).

Caratterizzato da un budget più sostanzioso nonché da intenti maggiormente tendenti all’“export” rispetto ad ONG-BAK (la storia si svolge per la maggior parte in Australia e nella versione originale i dialoghi sono recitati in tailandese, inglese e cinese), THE PROTECTOR è l’ennesima dimostrazione delle mostruose capacità atletico/marziali di Tony Jaa, che in questa pellicola non si risparmia, dimostrando di essere fortemente influenzato dal cinema di Jackie Chan (palese è in questo senso il “cameo/omaggio/scontro” tra Tony e il divo hongkonghese presente nella pellicola). Jaa però, date le scarse e acerbe doti recitative, punta esclusivamente su una spettacolarità della messa in scena fine a sé stessa, che è priva dell’elemento umoristico/circense caratterizzante i film di Jackie.

Dispiace sottolineare che è proprio la spettacolarità il vero tallone d’Achille di THE PROTECTOR, poiché viene sbattuta in faccia allo spettatore in dosi talmente massicce che alla lunga rendono il tutto un po’ troppo ripetitivo. E’ obiettivamente impossibile non rimanere a bocca aperta di fronte alle esibizioni dell’attore (vedi il lungo piano-sequenza ambientato tra i vari piani di un palazzo e lo scontro tra Tony e l’esperto di Capoeira), ma in pratica il tutto si riduce ad essere un mero esercizio di stile (a volte sembra di trovarsi di fronte ad un picchiaduro a scorrimento per consolle dalla grafica estremamente realistica)
Molto spesso inoltre le sequenze di lotta vanno a braccetto con una fastidiosissima violenza gratuita, che nel film viene anche maldestramente giustificata e sminuita dalla voce over/predicozzo finale sulla sacralità dell’elefante per il popolo tailandese (della serie: “il fine giustifica i mezzi.”).

Sarebbe interessante vedere Tony Jaa all’opera in una pellicola che avesse dalla sua una trama più strutturata e ben amalgamata con le sequenze d’azione (tempo fa si vociferava di un ipotetico DRUNKEN MASTER III con protagonisti Jackie Chan e Tony Jaa, progetto poi smentito proprio da quest ultimo).
Attualmente l’attore sta girando il secondo capitolo di ONG-BAK.
Noi incrociamo le dita sperando che questa prossima fatica sia portatrice di una ventata d’aria fresca per il suo cinema.

02/08/2007

 
Stop frame:
– SPOILER –

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