Cinemorfina, per drogati di cinema

THE VILLAGE –


 
THE VILLAGE
(The Village)

di Giuliana Rizzo

Regia: M. Night Shyamalan
Produzione, anno: USA, 2004
Genere: Thriller
Durata: 108 min’
Cast: William Hurt, Sigourney Weaver, Joaquin Phoenix, Adrien Brody
Voto: Apri la legenda

Dopo lo strepitoso Il Sesto Senso, il meno riuscito (ma a mio parere, comunque valido) Unbreakable e il quasi flop Signs, il regista di origini indiane M. Night Shyamalan torna con The Village, una storia di orrore e mistero che è di nuovo costretta ad inventarsi un finale a sopresa per non deludere il pubblico ormai viziato. Siamo alla fine del 1700, dove una strana comunità simile a quella Amish in Pennsylvania, vive in una vasta radura circondata dai boschi, che sembrano essere abitati da creature soprannuturali e forse divine. Queste creature, cui gli abitanti del villaggio si riferiscono come “le creature innominabili”, impongono bizzarri sacrifici di animali e la totale eliminazione del colore rosso, il “colore cattivo”.

Solo alcuni dei membri più anziani hanno osato in passato avventurarsi nei boschi per raggiungere le fantomatiche “Città”, ma sono sempre ritornati con storie orrifiche di violenze e rapine subite. Così a nessuno è concesso varcare i limiti del sottobosco e quando Lucius Hunt (il bravissimo ed intenso Joaquin Phoenix), un giovane silenzioso ma risoluto, comunica di voler raggiungere le Città per procurasi qualche medicinale più sofisticato, i capi della comunità (tra cui riconosciamo i forse un po’ sprecati William Hurt e Sigourney Weaver) si oppongono con forza nel nome della sicurezza del villaggio. Ma presto la serenità di questa vita idilliaca di campagna viene turbata dalla visione orrenda di conigli scuoiati abbandonati per tutto il villaggio e allora Lucius, insieme a Ivy Walker, la sua innamorata cieca e con poteri paranormali (la promessa Bryce Dallas Howard, protagonista del prossimo film di Lars Von Trier), cercano di trovare una soluzione per porre fine a queste inspiegabili ripercussioni.

Da qui, non mi è permesso andare avanti con la trama, che ovviamente si fa ben più complicata, arricchendosi anche di due stravolgimenti improvvisi. Posso solo dire che il film solleva l’interessante questione dell’attuale paranoia statunitense, e il clima di angoscia che si è creato dopo l’11 Settembre e che non è ancora scomparso dopo tre anni. L’americano medio cattolico e benestante si è trovato improvvisamente minacciato da nuovi nemici spesso sconosciuti o dalle motivazioni del tutto incomprensibili. Purtroppo la critica sociale è accompagnata da una regia tra le meno ispirate di Shyamalan, e la maestria che ci aveva condotto per mano all’incredibile finale de Il Sesto Senso, qui purtroppo fallisce nel tentativo di soprenderci. Probabilmente, anche lo spettatore più ingenuo e credulone (come la sottoscritta!) avrà verso metà pellicola una buona intuizione su dove tutto questo mistero stia andando a parare.

La debolezza della trama è poi accompagnata da uno stile di regia molto meno raffinato e rigoroso delle prime due pellicole di Shyamalan, avvolte in toni di blu e grigio e caratterizzate da inquadrature lente e solenni. In The Village, Shyamalan costruisce un’atmosfera ingiallita e pallida, dove tutti i toni del rosso sono cancellati per poi astutamente sottolinearne la presenza malefica, ma il montaggio manca di stile e rigore, e le inquadrature più suggestive delle nebbie del villaggio o dello strano confabulare segreto degli anziani è stemperato e vanificato da sequenze scontate e sicuramente poco ispirate. La colonna sonora poi è così hollywoodiana, ridondante e a tratti puramente smielata che è veramente difficile concentrarsi sul thriller e mantenere quella sensazione di attesa esasperante che avevamo provato con Il Sesto Senso. Ma i fan di Shyamalan come me ci hanno provato lo stesso e, anche se momentaneamente delusi, aspettano con fiducia il prossimo film e il prossimo finale a sopresa.

9/09/04

 

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