Cinemorfina, per drogati di cinema

WHISPER OF THE HEART


WHISPER OF THE HEART
(Mimi wo Sumaseba)

di Gianpiero Mendini

Regia: Kondo Yoshifumi
Produzione, anno: Giappone, 1995
Genere: romantico/fantasy/commedia (anime)
Durata: 111′
Cast:
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Una premessa: io considero quello d’animazione, in special modo giapponese, cinema a tutti gli effetti…insomma, con la C maiuscola.
e basta vedere un capolavoro come questo Mimi wo Sumaseba per rendersene conto.

Shizuku è una quattordicenne che ha una grande passione, la lettura;
nel noleggiare dei libri alla biblioteca si accorge che nella tessera del noleggio ricorre sempre un cognome prima del suo: Asegawa… e con la fantasia di un’aspirante scrittrice comincia a fantasticare su chi sia questo ragazzo.
Nel frattempo incontra un’altro ragazzo, Seiji, nipote di un simpatico vecchietto proprietario di un negozio di antiquariato, conosciuto fortuitamente (o per destino, chi lo sa?), dopo aver seguito affannosamente uno strano gatto di nome Moon. Shizuku comincia a fare amicizia con Seiji e lo ammira per la determinazione che ha nel raggiungere il proprio obiettivo: diventare un bravo artigiano nella costruzione di violini; Shizuku frequentando il negozio, comincia a comprendere come precedentemente lei stessa non abbia avuto un obiettivo proprio, e decide di voler testare la propria abilità scrivendo un libro di sua mano, finchè…
Prodotto dallo Studio Ghibli (il più grande studio d’animazione del Sol Levante) e diretto dal compianto Yoshifumi Kondo (prematuramente scomparso all’età di 47 anni) il film, sceneggiato benissimo dal maestro Miyazaki (la Principessa Mononoke vi dice niente?), ci rende partecipi delle vicissitudini di Shizuku facendoci al contempo riflettere sull’importanza di avere un obiettivo nella vita e di usare tutte le nostre forze per raggiungerlo, senza mai perdere la speranza.
Ma questo “messaggio positivo” non ci viene imposto (come succede talvolta coi prodotti Disney) bensì ci viene offerto in maniera del tutto naturale, assorbito nell’evolversi della storia e reso vivo dalla caratterizzazione dei personaggi principali.
Da un punto di vista tecnico, il film è magnifico;
il livello di animazione è davvero notevole: l’ambientazione è ricostruita al dettaglio, gli interni (l’appartamento, la scuola, il negozio) quanto gli esterni (i vicoli cittadini),
mentre i personaggi, grazie ad una fluidità nei movimenti eccezionale, sono talmente umani da sembrare persone vere.
Infine, davvero curiosa la scelta, come tema musicale principale, della famosa canzone di John Denver Take me Home, Country Roads (e dovete sentirla in giapponese!!!).

Insomma, un titolo fondamentale per comprendere la grandezza di queste opere, veri e propri capolavori d’animazione…alla faccia di chi crede che esistano solo Dragon Ball e i Pokemon!
Un’ultima cosa: a quando una distribuzione di queste meraviglie anche in Italia???

19/11/02

Stop frame:
– SPOILER –
la curiosa Shizuku che insegue il gatto Moon per i vicoli della città

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